Un'auto al minuto: l'obiettivo KAIZEN™ della Nissan di Sunderland

Tra i tanti regali di compleanno che si potevano scegliere, i vertici della Nissan di Sunderland se ne sono fatti uno molto speciale: riuscire a produrre nel proprio stabilimento, grazie a Kaizen, un’auto al minuto. È questo l’obiettivo che l’azienda si è posta in occasione del trentesimo anniversario della fondazione dello stabilimento inglese. Un’impresa ambiziosa, specie considerando che nessun altro stabilimento automobilistico della Gran Bretagna riesce ad avere una simile capacità produttiva.

 

Obiettivo: riuscire a produrre 60 auto in un'ora

 
È stata di 26 milioni di sterline la cifra che la casa nipponica ha deciso di investire a Sunderland per migliorare le linee di produzione nell’impianto di accumulatori per le auto elettriche. Ma per raggiungere simili obiettivi il solo investimento economico non basta. È necessario anche un vero e proprio cambio di filosofia all’interno dell’azienda. Ecco allora entrare sulla scena Kaizen, che è riuscito a instillare la pratica del miglioramento continuo in ognuno dei singoli dipendenti presenti all’interno del “gemba” dello stabilimento. Con progressi giornalieri e costanti si è focalizzato l’obiettivo: in un’ora riuscire a produrre 60 nuovi automezzi. Il responsabile di tutti gli impianti produttivi Nissan in Europa, Colin Lawther, riassume efficacemente quanto KAIZEN™ può portare di positivo nei propri dipendenti: "Sunderland prospera grazie allo spirito combattivo britannico e alla voglia di continuo miglioramento propria della tradizione giapponese".

 

Tra fornitori e terzisti 27mila posti di lavoro

 
L'impianto di Sunderland offre lavoro a 6.700 dipendenti e ha creato un indotto di fornitori e terzisti quantificato in ulteriori 27mila posti di lavoro. Gli ampliamenti previsti e il cambio di mentalità avranno sicuramente un impatto positivo sull'occupazione locale. Nissan ha dimostrato in questo modo di essere in controtendenza rispetto agli altri grandi costruttori internazionali, investendo sui propri uomini invece di cercare manodopera a basso costo in paesi emergenti.

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