KAIZEN™ e Geox, il racconto su Storie di Eccellenza

KAIZEN™ e Geox, il racconto su Storie di Eccellenza

Il cantiere KAIZEN™ alla Geox è una delle Storie di Eccellenza raccontate nell’omonimo mensile, nel numero di marzo 2016. È lo stesso Bruno Fabiano, cofounder di Kaizen Institute Italia, a raccontare in prima persona, sulle pagine del magazine, come è nato il rapporto fra l’istituto e il celebre marchio della scarpa “che respira”. E come poi si è andato sviluppando, fino alla progettazione di una nuova linea di prodotti tagliati su misura per un mercato, quello nordeuropeo, su cui Geox punta a raccogliere nuovi clienti. Una linea che da progetto si è fatta realtà, ed è stata presentata a Pitti Uomo nel gennaio scorso. Di seguito l’articolo firmato da Bruno Fabiano. Scarica il PDF

 

 

Obiettivo Scandinavia. Era il 2014 quando alla Geox è partito un cantiere KAIZEN™ per aumentare la performance dei prodotti Geox nei mercati del Nord Europa. Oggi è possibile voltarsi indietro e verificare il cammino percorso, che non ha portato solo alla fabbricazione di una nuova linea di prodotti – la Nordplus, recentemente presentata a Pitti Uomo – ma ha mutato profondamente lo sguardo dell’azienda verso il mercato.

 

Primo passo: cominciare con l’osservazione sul campo


Che cosa c’è di KAIZEN™ nella linea Nordplus di Geox? C’è l’idea che il mercato vada ascoltato, comprendendo prima di tutto lo stile di vita dei potenziali clienti, le loro esigenze e il loro modo di muoversi, vestire, lavorare, divertirsi. Primo passo: andare sul posto, in Scandinavia. Proprio lì, attraverso interviste, focus group e l’osservazione in loco, si è andata formando una prima griglia di dati utili a circoscrivere le idee da sviluppare.

 

Secondo passo: la collezione parte dalle esigenze del cliente


Nasce così una nuova idea di progettazione, secondo cui i nuovi capi vanno modellati sulle esigenze del mercato. L’utilizzo molto diffuso nei paesi nordici della bicicletta, per esempio, non è indifferente per chi deve progettare una giacca. Si è cercato così di combinare con sapienza la funzionalità e lo stile sportivo apprezzati nelle capitali del Nord con l’eleganza tutta italiana firmata Geox, all’insegna di un uso ibrido dei capi, fra lavoro e tempo libero.

 

Terzo passo: tecnologia, tra body mapping e gallerie del vento

Una galleria del vento ha fatto da banco di prova dei materiali e del design. Tentativo dopo tentativo, con il body mapping, cioè l’analisi termografica del corpo, si è cercato il giusto equilibrio fra protezione e traspirazione, per adattare i capi alle diverse condizioni atmosferiche e agli sbalzi termici estremi. A confezionare tutto, l’equilibrio fra bellezza e anima tecnologica. Un percorso di sistematizzazione della creatività, sfoltendo gli articoli prodotti e riducendo l’offerta. “Produrre – in sintesi – soltanto quello che si venderà”.

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