Kaizen, uno stile di vita (da non confondere con Lean)

Il Kaizen, per Kazuyoshi Tsuyukusa, è uno stile di vita. Da non confondere con Lean, termine spesso usato per indicare il metodo giapponese del miglioramento continuo. Anche se in inglese le due parole sono diventate interscambiabili, in realtà non è così. «Tendiamo a pensare che il modo in cui comprendiamo il linguaggio sia comune al mondo intero». In realtà le differenze linguistiche sono dovute a una distanza culturale.

«Per comprendere KAIZEN™ è necessario comprendere il Giappone. Non il Giappone di oggi, ma quello di quando Toyota era ancora la fabbrica di telai che lottava per diventare un produttore di automobili» spiega Tsuyukusa. Lean è invece un approccio occidentale che troppo spesso viene associato, erroneamente, solo a concetti come taglio, riduzione, eliminazione. «Il focus è nel trovare ciò che è sbagliato, negativo, brutto e tagliare, tagliare, tagliare. Eliminare, annientare e quindi fare tutto da capo. Ma è possibile cambiare qualcosa in meglio tagliando?».

La tradizione occidentale interpreta l’uomo come radicalmente imperfetto, mentre secondo quella giapponese l’uomo è fondamentalmente buono, ma intaccato dallo scorrere della vita. L’approccio Lean consiste nell’individuare ciò che non va ed eliminarlo. «Sfortunatamente, tagliare danneggia ciò che rimane dell’armonia originale a tal punto da rendere forse impossibile il ritorno allo stato precedente» continua l’esperto. Al KAIZEN™ invece interessano le cose per quello che sono. La vita in Giappone è basata sulla relazione tra corpo e mente e sull’abilità di tirare fuori il meglio da ogni persona. Questa relazione si riflette nelle condizioni dell’ambiente in cui si vive. Le stanze giapponesi appaiono impeccabilmente curate non perché sia stato eliminato ciò che non andava, ma perché tutti gli elementi sono stati messi in ordine e armonizzati applicando le 5S del Kaizen.

KAIZEN™ – miglioramento continuo – rimanda alle arti marziali in cui l’arma tradizionale è la spada, legata alla tradizione Bushido in Giappone. Per essere efficaci bisogna ripulire la tecnica da ogni movimento superfluo, e la “pulizia” è possibile solo rimuovendo ogni disordine dalla mente. Ecco perché tenere in ordine gli spazi domestici è il primo passo per una terapia comportamentale che dà alla mente il messaggio che tutto va bene e che quello che si sta facendo è ottimizzare ciò che già funziona per renderlo perfetto allo scopo di sopravvivere. Il termine “sopravvivenza” rimanda all’originale concetto di KAIZEN™ ripreso dalle arti marziali ed è il segreto dell’incredibile motivazione dei giapponesi. Quando Toyota stava crescendo con industria automobilistica, sopravvivere era il primo obiettivo. Ecco il collegamento con la filosofia delle arti marziali e agli altri concetti ad essa connessi, come “Aikido”, “Just in Time”, “Jidoka”.

Un po' di date per contestualizzare al meglio il periodo storico

Masaaki Imai nel 1985 pubblica il best seller “Kaizen”, edito in Italia da “Il Sole 24 ore”. Nel 1985 fonda Kaizen Institute a Tokio. Nel 1990 Womack e Jones pubblicano “The Machine that changed the world”, il report della famosa ricerca da 5 milioni di dollari del MIT, dove viene coniato per la prima volta il termine “Lean”. Oggi si è consapevoli che un approccio in cui Lean troppo spesso viene associato, erroneamente, solo a concetti come taglio, riduzione, eliminazione non realizza il pieno potenziale dell'organizzazione e soprattutto non avvia il vero miglioramento continuo. L’articolo “KAIZEN™ as the Way of Life - Originating in Martial Arts”, di Kazuyoshi Tsuyukusa, è disponibile a questo link.

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