Le nostre letture: Il Cigno Nero. Come l'improbabile governa la nostra vita

di Nassim Nicholas Taleb

Il cigno nero è stato per secoli la metafora dell’impossibile, finché in Australia non si scoprirono proprio alcuni cigni neri e l’impossibile divenne possibile. Nella visione di Taleb il cigno nero rappresenta un evento con tre caratteristiche principali: molto raro, di forte impatto e prevedibile solo a posteriori. Nel suo racconto Taleb si inserisce nel filone degli studiosi che mettono in crisi l’approccio induttivista alla conoscenza. Basarsi sull’esperienza empirica per costruire conoscenza (es. visto che è sempre andata in questo modo, andrà sempre così) placa la sensazione di incertezza con cui l’uomo difficilmente convive, ma allo stesso tempo espone ai rischi di un evento improvviso e fuori dai soliti schemi, il cigno nero appunto. Un ulteriore ostacolo al contrasto dei cigni neri è quello della difficoltà di azione a priori: se, ad esempio, un nuovo regolamento sulla necessità di avere cabine di pilotaggio blindate fosse entrato in vigore il 10 settembre, salvando così il mondo dalla catastrofe del giorno successivo, come sarebbe stato preso dalle compagnie aeree: come una grazia, oppure come l’ennesima inutile complicazione governativa? Sicuramente nel secondo modo, perché non avendo avuto esperienza diretta delle conseguenze (improbabili fino ad allora), non si sarebbe trovata giustificazione all’eccesso di zelo richiesto. 

 

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